Dilvo Lotti

Presentazione dell'autore

 

Dilvo Lotti è nato a San Miniato al Tedesco, in Toscana, il 27 giugno 1914.
Frequenta l'Istituto d'Arte di Porta Romana a Firenze dove si licenzia nel 1935 discutendo la tesi su Honoré Daumier.
Gli anni Trenta del Novecento sono per Lotti anni di intenso lavoro, nel corso dei quali va mettendo a punto la propria poetica artistica. Sono anni passati prevalentemente a Firenze dove artisti e letterati sono soliti incontrarsi in locali come le “Giubbe Rosse”, o “l’Antico Fattore”.
Dilvo Lotti è tra i giovani artisti più apprezzati; ricchi i suoi epistolari con personaggi della cultura fiorentina come Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Baccio Maria Bacci, Nicola Lisi, Pietro Parigi, Francesco Chiappelli, Giorgio La Pira.
Lotti inizia la sua attività espositiva nel 1932 a Siena e la critica lo accoglie con grande entusiasmo: nel 1935 il critico Mario Tinti scrive: “ l’unica voce originale, capace di inserirsi nel quadro dell’espressionismo europeo”.
In quell’anno dà inizio allo splendido murale delle storie del miracolo della Madonna dei bimbi, a Cigoli, compiuto poi nel 1937.


Nel 1940, dopo un breve soggiorno a Milano, vince il Premio Panerai con l’opera “Natura morta e bambino”. Partecipa su invito alle più importanti rassegne d’Arte, quali la Triennale di Milano, la Quadriennale di Roma e nel 1942 alla Biennale di Venezia gli viene dedicata una sala con sedici opere. Con il precipitare della situazione internazionale e l’entrata in guerra dell’Italia, Lotti viene richiamato alle armi quale Ufficiale dell’Esercito Italiano; l’armistizio lo sorprende a Gabecce (Trieste).
Nel 1943 esce la prima monografia con la prefazione di Ardengo Soffici.

L’11 luglio 1943 si sposa con Giuseppina Gazzarrini, testimoni alle nozze Pietro Parigi e Francesco Chiappelli.
Nel 1947 nella sua città natale dà vita, insieme ad altri amici, all’Istituto del Dramma Popolare, rassegna che vedrà negli anni la partecipazione dei più importanti autori, registi e attori con al suo attivo alcune tra le più significative rappresentazioni della storia del teatro italiano.
Per l’Istituto del Dramma realizza le scenografie per lo spettacolo “La Maschera e la Grazia”(1947) ed i costumi per “Yo el Rey” (1949). In questi anni firma la regia degli spettacoli “Marianna Pineda” e “Essi arrivarono ad una città”, “Uno cantava per tutti” rappresentati a Pontedera.
Per l’Istituto del Dramma Popolare ha realizzato ad oggi 22 incisioni per i tradizionali manifesti.

On the 11 of July 1943 Dilvo married Giuseppina Gazzarrini; Pietro Parigi and Francesco Chiappelli were his best-man.
In 1947 in San Miniato Dilvo create, joint with some friends, the Istituto del Dramma Popolare, event that during the years will see the partecipation of all the most important authors, directors and actors. The Istituto del Dramma Popolare

Sempre nel 1947 scrive il romanzo “La Morte del Paese”, testo ricco di riferimenti autobiografici, che risulterà finalista al Concorso della Fiera Letteraria.

Nel 1950 è invitato al premio Carnegie a Pittsburg.

Nel 1957 Lotti vince il Concorso Internazionale bandito dalla Pontificia Commissione d’Arte Sacra con l’opera “Gesù Divino Lavoratore”, opera che si trova ad Assisi.

Nel 1959 è l’attivo curatore della “Mostra del Cigoli e del suo ambiente” prima lettura critica delle opere di Ludovico Cardi. Alla mostra guardano con grande interesse gli studiosi Mina Gregori, Federico Zeri, Giulio Carlo Argan e Roberto Longhi.

Dal 1953 al 1985 si dedica a vaste opere ad affresco e graffito presso importanti chiese e d edifici quali la Cappella della Casa di Riposo a Ponsacco, il Duomo di Pontedera, la calotta absidale della Chiesa dei Cavalieri del Tau ad Altopascio, la Chiesa di Gesù Divino Lavoratore al Campaccio a Prato, la Casa della Gioventù di Bardi in provincia di Parma, la Chiesa di Santa Marcella a Roma, il Refettorio del Seminario Vescovile di San Miniato, la Casa del Mutilato a San Miniato, la Sala del Consiglio della Cassa di Risparmio a San Miniato,
Ed ancora Ponte a Elsa, Ponte a Cappiano, Ponsacco, La Mogliazza (Pavia), San Donato (Pi).

Nel 1966 è l’ordinatore del Museo Diocesano d’Arte Sacra di San Miniato e, tre anni dopo, della “Mostra d’Arte Sacra della Diocesi di San Miniato”.

Nel 1968 realizza il “Crocifisso” per la Chiesa dell’Autostrada del Sole (Firenze)

L’attività espositiva è intensa, tiene mostre personali negli edifici più prestigiosi e in importanti gallerie a Firenze, Genova , Roma, Milano, Brescia, Venezia, Rovereto, Livorno, Pisa, Empoli e poi Londra (1962), Biarritz (1971), Hildesheim (1995), Villeneuve lez Avignon (1999).

L’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze gli dedica esposizioni antologiche nel 1955, nel 1973 e nel 1991.

Nel 1980 nel complesso monumentale della Villa Medicea e Pieve di San Leonardo a Cerreto Guidi tiene una vasta antologica corredata da un catalogo che raccoglie gran parte degli scritti dedicati alla sua arte da Antonio Buero Vallejo, Rodolfo Doni, Luigi Testaferrata, Nicola Micieli, Luigi Baldacci, Mario Pomilio, Dino Carlesi, Tommaso Paloscia, Alessandro Parronchi, Aglauco Casadio, Fernando Prattichizzo, Valerio Vallini, Marco Moretti, Carlo Pedretti e tanti altri.

Nel 1983 viene nominato Accademico Corrispondente della Pontificia Insigne Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

Nel 1995, dal 10 maggio al 9 giugno a Hildesheim (Germania) gli viene dedicata una mostra antologica nelle due sedi del Palazzo Comunale e della Chiesa di Sant’Jacopo.

È autore di vari studi a carattere storico e artistico tra i quali ricordiamo: “San Miniato, vita di una antica città” (1980), “Pietro Parigi, incisore fiorentino” (1994), “Napoleone Buonaparte, Toscano Europeo” (1995).

 

 

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Per contatti : mailto:dilvo@dilvolotti.com